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In teoria della letteratura, è detta intertestualità la rete di relazioni che il singolo testo ha con altri testi dello stesso autore (intertestualità interna) o con modelli letterarî impliciti o espliciti (interstualità esterna), sia coevi sia di epoche precedenti.» (Treccani)

Un esempio di intertestualità esterna è la rete di relazioni che i Canti di Leopardi hanno con il Canzoniere di Petrarca.

L’intertestualità interna, considerando l’intero corpus di testi dello stesso autore come un’unica opera omnia, può essere definita anche intratestualità. In genere, però, l’analisi intratestuale si riferisce all’analisi di strutture lingustiche all’interno di una singola opera dell’autore.

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La presente scheda, seppur integrata con ulteriori fonti, è tratta dal sito della Zanichelli.

Nei suoi Saggi di linguistica generale (1966), Roman Jakobson, ispirandosi alla teoria matematica della comunicazione di Shannon e Weaver, formulò una teoria della comunicazione che schematizza il processo linguistico e ne identifica gli elementi fondanti, ovvero quei fattori chiave che ricorrono in ogni forma di interazione umana, senza i quali non avviene nessuna comunicazione.

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Mio figlio Lucio ama disegnare. È una passione di famiglia: il fratello di mio nonno, Giuseppe Cuccaroni, è stato un grande scultore del primo Novecento (fu selezionato per la Biennale di Venezia) e io ho appreso da mio nonno, che era maestro d’arte, il piacere di creare figure sulla carta. Grazie alla Scuola delle Arti per Bambini, creata da mia moglie Natalia Paci, nostro figlio Lucio, ora dodicenne, ha potuto perfezionare la passione di famiglia e svilupparla in una serie di fumetti e di animazioni. Inizio dall’ultima animazione che ha caricato nel suo canale.

Se vi piace, vi segnalerò altri video.

Ho scelto, come sesto volume della collana Fari che curo per Argolibri, un libro speciale. Un non-libro, si direbbe. Eccolo qui di seguito. Lo potrete trovare in prevendita nel negozio della nostra casa editrice.

Nuova Poesia Troll è una pagina Facebook, creata nel 2014 da un collettivo poetico. Il loro è un esperimento, ma non un’opera sperimentale. Nuova Poesia Troll è un’opera d’avanguardia, perché agisce, con consapevolezza, per destrutturare il linguaggio poetico e ristrutturarlo su un piano diverso – il piano politico della comunicazione di massa. Tuttavia, si tratta di una comunicazione che, secondo il curatore dell’antologia Federico Ronconi, è più vicina all’oracolarità che all’oralità. Il resto è mistero, un mistero eleusino.

Una delle più belle poesie di Edoardo Sanguineti e del Novecento, musicata e cantata da Margot (Margherita Galante Garrone).

La ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,

femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,

quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,

e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:

è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Edoardo Sanguineti

Mikrokosmos. Poesie 1951-2004 (Feltrinelli, 2004)

Lezione di Letteratura italiana per Educazione civica.

Il Sessantotto è un annus mirabilis o horribilis della storia umana, a seconda dei punti di vista. Dall’Italia alla Francia, dagli Stati Uniti alla Cecosvolacchia e al resto del mondo la gioventù mondiale si ribellò, manifestando per i diritti civili e per nuovi stili di vita, liberi e anticonformistici, avviando una rivoluzione sociale, culturale e politica i cui effetti sono visibili ancora oggi. Prima del Sessantotto non sarebbe stato possibile parlare di educazione sessuale a scuola. Gli studenti non avevano il diritto di riunirsi in assemblea. Le donne non avevano il diritto all’aborto e non potevano divorziare. I lavoratori non avevano lo Statuto dei Lavoratori, che sarà una conquista del 1970, dopo anni di lotte culminate proprio nel 1968.

Nel Sessantotto i principi elaborati dai movimenti d’avanguardia, in particolare dal Dadaismo e dal Surrealismo ma anche dal Futurismo, che agli inizi del 1900 avevano contestato la società borghese, entrarono nell’immaginario di massa, grazie alle canzoni dei Doors (gruppo rock fondato nel 1965 a Venice Beach, Los Angeles), ai fumetti di Robert Crumb (trasferitosi nel 1966 a San Francisco, epicentro del controcultura giovanile), al film Easy Rider di Danies Hopper (1969), fra gli altri.

Le manifestazioni giovanili che nel Sessantotto esplosero in tutto il mondo erano il culmine di un movimento iniziato negli anni Cinquanta, proseguito negli anni Sessanta fino al 1964-1965, quando all’Università di Berckley, in California, si sviluppò il movimento per la libertà di parola (Free Speech Movement), che diede vita alla prima grande contestazione giovanile di massa.

In Italia, al contrario di ciò che avvenne in altri paesi, il movimento del Sessantotto non si esaurì nel 1968 ma proseguì per altri dieci anni, fino al 1978, quando l’omicidio di Aldo Moro, ad opera delle Brigate Rosse, segnò il culmine della contestazione, nella sua versione violenta, e la fine del movimento giovanile.

Come reagirono gli intellettuali italiani all’invasione di questa orda d’oro, come fu definito il movimento giovanile del decennio 1968-1977 dallo scrittore della neoavanguardia Nanni Balestrini e dal libraio Primo Moroni? Analizzeremo i casi di Italo Calvino, Elsa Morante, Pier Paolo Pasolini e dello stesso Balestrini.

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