Intratestualità e intertestualità

In teoria della letteratura, è detta intertestualità la rete di relazioni che il singolo testo ha con altri testi dello stesso autore (intertestualità interna) o con modelli letterarî impliciti o espliciti (interstualità esterna), sia coevi sia di epoche precedenti.» (Treccani)

Un esempio di intertestualità esterna è la rete di relazioni che i Canti di Leopardi hanno con il Canzoniere di Petrarca.

L’intertestualità interna, considerando l’intero corpus di testi dello stesso autore come un’unica opera omnia, può essere definita anche intratestualità. In genere, però, l’analisi intratestuale si riferisce all’analisi di strutture lingustiche all’interno di una singola opera dell’autore.

Prendiamo per esempio il Decameron di Giovanni Boccaccio. Ecco un esempio di analisi intratestuale: «Nel Decameron è presente una continuità testuale che permette, spesso, ad una novella, di acquisire un significato determinato dalla sua posizione tra le altre narrazioni. In particolare la novella di Ginevra è in stretto rapporto con la novella seguente. Dioneo si pone, in II,10, in netta antitesi rispetto alla narratrice Filomena, offrendo al lettore l’immagine di un modello di fedeltà femminile opposto a Ginevra: ridendo della bestialità di Bernabò, presenta un concetto femminile assai emancipato nel trattare con gli uomini. La stessa novella II,9, inoltre, si oppone tematicamente alla novella precedente di Alatiel con un personaggio femminile caratterizzato dall’intraprendenza e dalla fedeltà.» (Intratestualità interna al Decameron)

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