Come si imposta un testo argomentativo

Non basta avere le conoscenze linguistiche, grammaticali e disciplinari per scrivere correttamente un testo argomentativo. Bisogna anche strutturarlo in un certo modo, affinché risulti completo e organico. Vediamo come si può procedere.

La scaletta: uno strumento indispensabile per evitare errori strutturali e lacune

Innanzitutto, c’è un lavoro preliminare da fare prima del cosiddetto svolgimento. Il compito di svolgere questo lavoro preliminare, ripeto per evidenziarne l’importanza, va assegnato esplicitamente nelle consegne: «Prima di scrivere il testo, fai il brain storming, organizza il discorso in una scaletta, infine procedi alla stesura».

C’è chi trova difficoltà a effettuare il lavoro preliminare, perché evidentemente non è abituato a organizzare il proprio discorso, non si è allenato a farlo né alle scuole primarie, né alle secondarie di primo grado, né forse al biennio delle superiori. Del resto, c’è chi fa il brain storming per buttare giù le idee, ma poi non le organizza in una scaletta.

A chi ha difficoltà a elaborare una scaletta, possiamo dare la possibilità di farlo dopo avere scritto la brutta, in modo da lasciare la libertà di procedere prima in modo intuitivo, dedicandosi poi, in un secondo momento, a verificare se tutti i passaggi fondamentali del testo argomentativo sono stati affrontati nella prima scrittura di getto.

È essenziale, però, che, prima o dopo la stesura in brutta, una scaletta sia scritta, tanto per assicurarsi che la stesura in bella sia completa e organica, quanto per aiutare l’insegnante a capire, controllando la scaletta, se eventuali mancanze nella stesura finale sono riconducibili a errori nell’elaborazione della scaletta stessa.

Così come un edificio a più piani, anche un testo argomentativo, affinché sia organico e completo, deve essere strutturato in un certo modo. I principianti possono seguire, per elaborare la propria scaletta, la seguente struttura standard.

Struttura standard del testo argomentativo:

  • introduzione: presentazione dell’argomento,
  • svolgimento: presentazione della tesi, argomenti a favore della tesi, presentazione dell’antitesi, argomenti che confutano l’antitesi,
  • conclusione: conferma della validità della tesi.

Chi padroneggia questa struttura standard, può permettersi di variare, in uno dei seguenti modi.

Varianti della struttura standard:

  • spostamento della tesi alla fine del testo;
  • omissione della tesi che tuttavia è chiaramente intuibile;
  • omissione degli argomenti a favore della tesi (il testo presenta solo gli argomenti a favore dell’antitesi e li confuta);
  • omissione dell’antitesi (il testo presenta solo l’opinione dell’autore, senza prendere in considerazione l’antitesi. cioè le obiezioni dei possibili avversari).

Queste varianti, tuttavia, hanno tutte dei difetti che possono essere compensati solo dall’esperienza e dalla maestria. È sconsigliabile adottarle, se non si padroneggia perfettamente la struttura standard.

Una volta individuate la tesi e l’antitesi, bisogna trovare degli argomenti validi per sostenere la prima e confutare la seconda. È bene conoscere i vari tipi di argomenti.

I vari tipi di argomenti:

  • argomenti concreti / exempla (esempi tratti dalla realtà o eventi noti a tutti: per dimostrare che il fumo della sigaretta provoca il cancro si possono citare dati statistici);
  • argomenti di autorità / auctoritas (autorevoli opinioni di esperti in materia o personaggi noti, un ente pubblico o privato autorevole, la maggioranza qualificata di persone: per dimostrare che il fumo della sigaretta provoca il cancro si può citare il parere di un eminente oncologo);
  • argomenti logici / sillogismi (addurre come prove fatti che sono causa o effetto logico di ciò che si discute: per dimostrare che il fumo della sigaretta provoca il cancro si possono presentare le cause della malattia – l’elenco delle sostanze cancerogene contenute nelle sigarette – e gli effetti di queste sostanze sull’organismo);
  • argomenti pragmatici / praxis (sottolineare i risultati positivi concreti derivanti dall’accettazione della tesi: per dimostrare che il fumo della sigaretta provoca il cancro richiamare l’attenzione sul fatto che chi smette per tempo di fumare ha molte probabilità di evitare la malattia).

Una volta padroneggiati tutti i tipi di argomenti, si possono usare vari tipi di argomentazione.

Vari tipi di argomentazione (o inferenza):

  • deduttiva (dalla regola generale ai casi particolari): tutti gli uomini sono mortali (premessa 1), tutti i greci sono uomini (premessa 2), tutti i greci sono mortali (conclusione certa);
  • induttiva (dai casi specifici alla regola generale): la matita cade, il libro cade, l’uomo cade, tutti i corpi probabilmente cadono (conclusione ipotetica);
  • la sottospecie dell’induttiva: abduttiva (da pochi casi specifici alla regola generale): gli italiani sono disinformati (conseguente), l’informazione di qualità dipende dalla pluralità delle fonti (regola generale ipotetica), in Italia non c’è un pluralismo informativo (antecedente);
  • ipotetica (se premesse e conclusioni sono ipotetiche);
  • analogica (se accostiamo una situazione iniziale provata a una nuova che le somiglia);
  • confutativa (se il testo presenta solo gli argomenti a favore dell’antitesi e li confuta);
  • affermativa (se il testo presenta solo gli argomenti a favore della tesi, non prendendo in considerazione l’antitesi).

Una volta raccolte le idee con il brain storming e organizzate nella scaletta, come dovrebbe essere scritto un testo argomentativo? Qui si può trovare un esempio pratico di testo argomentativo svolto da me.

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