Judo

Nel 2023 festeggerò quarant’anni di judo, quaranta ellissi, quaranta giri attorno al Sole, passati per diverse ore alla settimana sopra il tatami. Ho iniziato nel settembre del 1983, a cinque anni e mezzo. Il prossimo settembre avrò quarantacinque anni e mezzo. Per quanto la mia vita sia cambiata, per quanto abbia cambiato città, abbia cambiato palestre, mi sia sposato, abbia cresciuto un bambino, abbia iniziato a lavorare, non ho mai smesso di praticare il ju-do, non ho mai smesso di seguire la via della cedevolezza.

Essere il salice che lascia cadere la neve, piegando i suoi rami, invece di resistere, spezzandosi. Essere l’acqua che scorre e che si adatta al recipiente in cui è contenuta. Essere ciò che siamo: l’Essere. Questo insegna il judo. Non è una filosofia, è una disciplina, è un’arte, è una pratica zen: non si dialoga, non si parla, si allena la mente allenando il corpo. E ancora oggi ho la fortuna di continuare a farlo: posso allenarmi con giovani che hanno trent’anni meno di me, molte più energie, anche per due ore, soffrendo, con gli occhi iniettati di sangue, piegandomi in due per la fatica, ma resistendo fino alla fine.

Non si tratta di essere super uomini o super donne. Allenarsi è necessario. È vitale. Dovrebbe essere una pratica comune. Si tratta di imparare dalla storia dell’evoluzione delle specie: la vita è lotta per la sopravvivenza, struggle of life, bisogna lottare, adattandosi, perché non è il più forte a sopravvivere, ma il più adatto: l’acqua, il salice, la specie sapiens. Non smettere di essere animali, non smettere di essere elementi della natura.

Ai primi di settembre, dopo avere trascorso gran parte dei miei quarant’anni di attività all’Ancona Judo, mi sono trasferito in un altro dojo, in un’altra palestra, la Sakura di Osimo. Ho ricominciato da zero: per quanto sia un insegnante, un tecnico, alla Sakura non insegno, ho ripreso ad allenarmi come un qualsiasi altro atleta. Purtroppo i miei numerosi impegni non mi consentono di allenarmi tutte le settimane con gli agonisti e le agoniste, ma stasera ci sono riuscito, come ci sono riuscito la prima volta che mi sono allenato, un mese fa. Ed è stato incredibile. Mi stupisco di come riesca ancora a reggere, nonostante la mia età, allenamenti che mi avrebbero messo a dura prova anche quando ero un giovane agonista che si allenava cinque giorni alla settimana. Mi sento vivo, energico, libero. E questo è tutto.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: